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Le Marche, Urbino e il Rinascimento

Federico da Montefeltro, i Della Rovere, Piero della Francesca, Bramante, Raffaello, Luciano Laurana, Paolo Uccello, Francesco di Giorgio Martini, il Perugino vi aspettano.

Urbino, Raffaello e i luoghi del Rinascimento

Raffaello Sanzio, pittore ed architetto, nacque ad Urbino nel 1483 e morì a Roma nel 1520. Figlio del famoso pittore Giovanni Santi, rappresenta l’incarnazione dell’ideale supremo di serenità e bellezza del Rinascimento. Visse la sua giovinezza a Urbino, in un’atmosfera ricca di fermenti, sotto la dotta e raffinata corte dei Montefeltro, dove nella seconda metà del Quattrocento lavoravano L. Laurana, Francesco Di Giorgio Martini e Piero della Francesca. Questa matrice culturale influenzò poi tutte le opere successive, caratterizzate dal culto della forma e da un’inconfondibile spiritualità. Raffaello è l’artista che compie il passo decisivo per la costituzione di un linguaggio artistico unitariamente italiano, al di sopra delle divisioni regionali delle varie scuole. La Galleria Nazionale delle Marche di Urbino custodisce  due  opere di Raffaello, tra cui il noto Ritratto femminile ( La Muta); nel cuore di Urbino sorge Casa Raffaello, la casa in cui nacque Raffaello e ora sede dell'Accademia Raffaello. Una delle opere più significative del Rinascimento Italiano è  Villa Imperiale di Pesaro ; interessante è anche la Chiesa e Convento di S. Francesco di Montefiorentino di Frontino, dalle  linee architettoniche rinascimentali.

Piero della Francesca nelle Marche

Piero della Francesca  (Borgo San Sepolcro 1420 – 1492), fu una delle personalità più emblematiche del Rinascimento italiano. La sua opera fece da cerniera tra la prospettiva geometrica del Brunelleschi, la plasticità del Masaccio, la luminosità chiara e diffusa di Beato Angelico, la descrizione precisa e attenta alla realtà dei fiamminghi. Altre caratteristiche fondamentali della sua produzione sono la semplificazione geometrica sia delle composizioni che dei volumi, l’estremo rigore della ricerca prospettica, l’uso in funzione espressiva della luce, la plastica monumentalità delle figure e l'attenzione alla verità umana.

I Balconi di Piero della Francesca, tutti attrezzati con una speciale postazione, sono suggestivi punti panoramici che si aprono su paesaggi ritrovati, con panorami mozzafiato fra Romagna e Marche. L’idea alla base del progetto “Terre di Piero”  è quella di offrire una full immersion nel mondo del pittore nelle regioni che hanno accolto la sua opera: Marche Emilia Romagna Toscana e Umbria. Vedere dal vivo le sue opere e attraversandoli, i paesaggi che sono diventati scenario dei suoi quadri, ripercorrere le tappe tra le regioni e le signorie del suo tempo, dai Malatesta ai Medici passando per i Montefeltro, sono un modo per rendere la visione e la comprensione dei suoi capolavori un’emozione unica ed irripetibile. Nelle Marche Piero della Francesca lasciò nel giro di un ventennio alcune delle sue opere di maggior prestigio: la tavola con la "Flagellazione di Cristo" e la "Madonna di Senigallia", custodite presso la Galleria Nazionale delle Marche, nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Urbino. Parallelamente  il progetto Montefeltro Vedute Rinascimentali, ha lo scopo di ridare luce al “paesaggio invisibile” e restituire al mondo i “paesaggi dipinti” che Piero della Francesca scelse come sfondo alle sue opere.

Il Perugino nelle Marche

Perugino, Pietro Vannucci detto il Perugino (Città della Pieve 1450 circa - Fontignano, Perugia, 1523) è uno tra i maggiori protagonisti dell'arte rinascimentale italiana; si formò sull’ opera di Piero della Francesca e a Firenze fu probabilmente allievo del Verrocchio. Nella bottega del Perugino., la più prestigiosa dell'Italia rinascimentale, dalla metà degli anni Novanta del XV sec. fece la sua comparsa il giovane Raffaello.  La sua attività fu intensissima, svolta soprattutto tra Perugia e Firenze; nelle Marche si possono ammirare due opere del Perugino: l’Annunciazione presso la Chiesa di Santa Maria Nuova di Fano e la Pala di Senigallia nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Senigallia.

Loreto, Bramante e la Santa Casa

Bramante (Fermignano, 1444 – Roma, 1514) ha profondamente segnato il Rinascimento italiano, affermando una nuova concezione dello spazio architettonico, che costituisce ancora oggi un imprescindibile riferimento.  In qualità di architetto, fu la personalità di maggior rilievo nel passaggio tra il XV e il XVI secolo e nel maturare del classicismo cinquecentesco, tanto che la sua opera è confrontata dai contemporanei all'architettura delle vestigia romane e lui considerato "inventor e luce della buona e vera Architettura". Come architetto del Papa, Bramante fu chiamato dal 1507 al 1509 ad occuparsi della Basilica della Santa Casa di Loreto, che Giulio II aveva portato sotto la diretta giurisdizione pontificia. Il Bramante si limitò al progetto della facciata (non realizzata), della piazza antistante e del Palazzo Apostolico adiacente, oltre che del rivestimento marmoreo che racchiude la "Santa casa di Nazareth" contenuta nel santuario, poi attuato sotto la direzione dei suoi successori a Loreto: Cristoforo RomanoAndrea Sansovino, (che realizzò bassorilievi e sculture), Ranieri Nerucci e Antonio da Sangallo il Giovane.

Terre del Duca

Il progetto La Terra del Duca nasce per iniziativa dei Comuni appartenuti all’antico Ducato di UrbinoGubbio, Pesaro, Senigallia ed Urbino, che nel maggio 1999 hanno sottoscritto un accordo di programma per qualificare sempre di più l’immagine di un territorio dalle grandi potenzialità culturali e turistiche. Dall’Appennino al Mare Adriatico, la visita a La Terra del Duca, permette un viaggio straordinario attraverso il tempo: dalla preistoria ai nostri giorni in un susseguirsi di emozioni e suggestioni.

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